71^ Mostra del Cinema di Venezia: vincitori e vinti, dati e giovani


Dall’industria cinematografica alle star: cosa è successo al Festival del Lido?

Il cinema è vivo. Viva il cinema.
Potrebbe essere questo lo slogan della conclusasi 71^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che si è svolta come di consueto al Lido dal 27 agosto al 6 settembre scorso.
Sì perché se da un lato si grida al decadimento progressivo delle arti nel Bel Paese, cinema in testa, dall’altro questa edizione 2014 della kermesse veneziana ha dimostrato che la voglia di rinascere è sempre più viva, tra nuovi talenti nostrani, caparbietà nelle ambizioni e una grande dedizione alla settima arte, interpretando sogni e passioni antichi e novelli, tra vanità e ciak.
Al festival di Venezia dalla settantunenne storia, tutto profumava di ricerca del nuovo, per una kermesse meno votata al commerciale e più al progettuale e alla critica, con 55 lungometraggi nella selezione ufficiale, di cui 54 in prima mondiale, per un totale di 3377 titoli visionati dai selezionatori pre mostra.
Italiani in primo piano: dopo il Leone d’Oro assegnato proprio al nostrano Rosi per il documentario sul Grande Raccordo Anulare (“Sacro G.R.A.) nel 2013, ad un anno di distanza tra i film più apprezzati quelli firmati dal Bel Paese: a partire dalle Coppe Volpi 2014 assegnate ad Alba Rohrwacher e Adam Driver, protagonisti di “Hungry Hearts”, pellicola dal titolo inglese e ambientata a New York per la regia del nostrano Saverio Costanzo, fino alla “La Vita Oscena” di Renato De Maria ispirato all’autobiografia di Aldo Nove, storia tormentata e dai tratti psichedelici di formazione, restituzione e famiglia, passando per “Il Giovane Favoloso” dell’ormai votato ai grandi classici del passato Mario Martone, a ripercorrere i passi del primo Giacomo Leopardi, fino alla crudeltà realistica di “Anime Nere” di Francesco Munzi nel raccontare di una famiglia infestata
dall’ndrangheta.
Una rinascita per il cinema italiano? Probabile, visto i recenti riconoscimenti internazionali a noi riservati (vedi l’Oscar a “La Grande Bellezza” di Sorrentino).
Intanto il Leone d’Oro è andato al regista svedese Roy Andersson con il suo “A pigeon sat on a branch reflecting on exsitence”, con a seguirlo Leone d’Argento per la miglior regia al russo Andrej Koncalovskij per “The postman’s white nights” e Joshua Oppenheimer con “The look of silence”, Gran premio delle Giuria capitanata dal compositore d’oltralpe Alexandre Desplat.
Una kermesse impegnativa per gli addetti ai lavori, gioiosa per il pubblico divertito tra vaporetti, ferry boat e sale fredde di aria condizionata, che ha brillato dei red carpet hollywoodiani di Al Pacino o Edward Norton, di quelli glamour della mediterranea madrina Luisa Ranieri e istituzionali del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il Ministro della Cultura Dario Franceschini, la cui presenza è sembrata di grandi speranze per il futuro del cinema italiano, quasi in risposta al
Presidente della Biennale Paolo Baratta che a gran voce aveva chiesto una fresca legge per il settore.
Ai posteri l’ardua sentenza, intanto si è chiuso il sipario e l’appuntamento è per il 2015, l’anno dell’Expo.

 

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Italiani al Cinema: i dati delle sale
Festival di cinema a parte, restano i dati, spada di Damocle pendente su autori, artisti, distributori, produttori ed esercenti.
La ricerca “Sala e salotto 3” condotta da Ergo Research per Cinetel, Anica e Anec, ha palesato che nel 2013 il 19% degli italiani ha acquistato il 68% dei biglietti nelle sale: circa 28 milioni di persone, ovvero il 54% del totale della popolazione italiana over15. Nel 2013 sono aumentati di oltre 4 milioni i biglietti acquistati dai forti frequentatori di cinema, coloro che si recano in sala più di dieci volte l’anno, mentre diminuiscono di due milioni quelli che ci vanno 5/10 volte l’anno.
Il profilo dello spettatore delinea una prevalenza maschile, un’età più giovane e un utilizzo superiore alla media di Internet, pay tv, smartphone e tablet.
Il costo dei biglietti, diminuito nel 2013, è motivo della mancata frequentazione delle sale solo per 3,4 milioni di italiani, mentre agire ulteriormente sulla leva della promozione potrebbe intensificare la frequenza in sala per oltre 12 milioni di persone. Oltre 7 milioni di italiani hanno dichiarato di faticare a trovare film in programmazione in linea con i proprii gusti, e circa 5 milioni di italiani
prediligono multiplex o multisala.
Canale promozionale migliore? Il trailer in tv, seguito da passaparola e informazioni su carta stampata e sul web. Maggiore apertura ad andare al cinema nei giorni feriali e in orari diversi rispetto alla fascia 19-21.
Altro capitolo per la pirateria: dalla ricerca risulta che ogni giorno in Italia un milione e 235mila persone vedono film scaricati illegalmente, con un 8% di visioni attraverso download, streaming e DVD non originali.
Se si pensa che il numero medio giornaliero di spettatori nelle sale cinematografiche è di 290 mila, si può capire quale sia l’impatto del consumo illegale sul mercato cinematografico.

 

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MIBACT: Schermi di Qualità per le opere prime
Giunto alla nona edizione, Schermi di Qualità è il progetto speciale voluto dal MiBACT – Direzione Generale Cinema, con l’obiettivo di ampliare l’offerta al pubblico di cinema di qualità di nazionalità italiana ed europea, mediante incentivi alla programmazione destinati alle sale. Nel 2013 su 804 schermi iscritti, 505 hanno ottenuto il contributo, raccogliendo quasi 11 milioni di spettatori.
All’edizione 2014 sono iscritti 846 schermi. Parlando con i numeri, esposti nella ricerca presentata al Festival, 28 di esordienti hanno incassato in un anno 6,8 milioni di euro, i dati confermano la capacità degli schermi di qualità di valorizzare questa tipologia di opere il cui genere spazia dalla commedia più o meno ricercata a generi più drammatici e spesso a sfondo sociale. Il film rivelazione dell’anno diretto da Pif, “La mafia uccide solo d’estate”, deve agli Schermi di Qualità quasi la metà degli incassi complessivi (47%) mentre il vincitore del Grand Prix all’ultimo Festival di Cannes, “Le Meraviglie”, di Alice Rohrwacher, vi ha incassato 8 euro su 10 portando il titolo verso il milione di euro di box office.
“I risultati confermano la virtuosità del progetto e l’efficacia del sostegno alla sala nella valorizzazione e diffusione dei film, in particolare delle produzioni di qualità italiane ed europee”, ha dichiarato Paolo Protti, presidente del Comitato di gestione di Schermi di Qualità.
Nel corso della presentazione è stata annunciata la conferma da parte del MiBACT del sostegno all’edizione in corso del Progetto, con un finanziamento di 3 milioni di euro.

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