La casa è chi la abita

foto di Tony Anna MINGARDI

 

Le case sono fatte per viverci, non per essere guardate”. Più che una citazione di Francis Bacon, per Alessandro e Federico rappresenta uno stile di vita, un pensiero che li ha guidati quattro anni fa nella ristrutturazione della loro attuale abitazione situata ai piedi dei colli che sovrastano il centro storico di Montecchio Maggiore, all’inizio della strada che sale verso i Castelli di Giulietta e Romeo.

Bevendo un buon caffè in loro compagnia nella loro cucina “fast-food” con bancone fronte giardino, ci confessano le tante fatiche e le altrettante soddisfazioni che li hanno spinti nella realizzazione di questa bellissima abitazione. «Come spesso capita il rifacimento di una casa secolare comporta molti imprevisti e varianti in corso d’opera, ma il concetto con cui abbiamo voluto rinnovare questa dimora era di tenere viva la sua “anima”, la sua storia, personalizzandola coi nostri gusti e moderni sapori». Ed è proprio con questo spirito che hanno voluto conservare lo scheletro dell’edificio con le sue murature esposte e favorire l’utilizzo dello stesso arredamento che hanno acquisito con la compravendita per far rivivere le vite dei precedenti proprietari.
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«Oltre ad aver voluto sfruttare al massimo ogni spazio utile alla vita quotidiana, abbia mo dato alla casa un senso di dinamicità e prospettive per mezzo di scale e soluzioni luminose, offrendo così a chi vi abita l’apparenza di una visuale diversa ogni volta. Abbiamo optato per soluzioni costruttive e d’arredamento moderne e forse non abituali, come l’utilizzo del vetro e del cemento lisciato». Il primo è servito insieme al legno, per la scala centrale e il pianerottolo del piano superiore al quale si giunge per accedere alla zona notte, il secondo per il pavimento. Sono state scelte coraggiose prese insieme all’Arch. Andrea Tiso che ha seguito la ristrutturazione, ma che hanno permesso ai due inquilini di instaurare un dialogo tra il “nuovo” e il “vecchio” rappresentato dal muro storico in pietra, il camino e la finestra ad arco. Una sintesi perfetta celebrata anche dalla luce e dalle modulazioni che essa genera quando incontra gli oggetti su cui si riflette e a cui dona vita unendo spazio e forma.

 

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«Come spesso capita la casa diviene riflesso di chi vi abita e come potete vedere siamo un misto di contrapposizioni che, messe vicine, non creano distonia ma un dialogo armonico. Nella realizzazione di una dimora così personalizzata l’impegno di risorse e di tempo personale non si può misurare, ma a lavoro ultimato rimane la vera soddisfazione di vivere in una casa che rispecchia la nostra anima».

 

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